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Breve profilo biografico di mon. Vincenzo Maria Sarnelli

 Vincenzo M. Sarnelli ebbe i natali a Napoli il 5 aprile 1835 da Nicola dei Baroni di Ciorani e da Adelaide dei Marchesi Santangelo. Battezzato lo stesso giorno della nascita, rimase orfano di padre a soli 7 anni. Ricevuta la prima Comunione all’età di 10 anni, al Sarnelli venne conferito il sacramento della Confermazione il 2 giugno I 846.

 

Durante gli studi di giurisprudenza nell’Ateneo campano, egli percepì la vocazione al sacerdozio. Vestito l’abito talare il 22 luglio 1857, si dedicò con particolare impegno agli esercizi di pietà, agli studi sacri e alla pratica delle opere di carità, soprattutto nell’ospedale degli Incurabili.

 

Ordinato sacerdote il 20 dicembre 1862, continuò ad approfondire gli studi teologico-giuridici, per poter ancor meglio curare l’istruzione religiosa della povera gente. L’amore e la dedizione allo studio di don Vincenzo non sfuggirono all’Arcivescovo di Napoli, il card. Riario Sforza, che decise d’inviare a Roma il giovane sacerdote, perché si perfezionasse negli studi giuridico-ecclesiastici. Al ritorno nel capoluogo campano, il Cardinale gli affidò l’insegnamento del diritto pubblico ecclesiastico nell’Ateneo arcivescovile e quello di storia civile presso il liceo Troise.

 

Nel maggio 1875 don Vincenzo Sarnelli venne nominato parroco di S. Maria Avvocata in Piazza Dante a Napoli. Nell’adempimento di tale ufficio brillò la cura pastorale di lui, in particolar modo la pietà, lo zelo e lo spirito di povertà, una povertà che lo portava a dare tutto pur di riuscire a sollevare dal bisogno i poveri della parrocchia.

 

Nell’azione pastorale mons. Sarnelli trovò aiuto e conforto nella pietà verso la Vergine Addolorata, al punto che decise di farsi Terziario nell’Ordine dei Servi di Maria.

 

Devoto dell’Addolorata seguì ed incoraggiò la fondazione delle Suore Compassioniste Serve di Maria, fondate dalla Beata Madre Maddalena Starace e soleva spesso recarsi nella casa delle suore in Scanzano di Stabia e in essa esclamava: “Com’è  bello trovarsi nella casa dell’Addolorata”.

 

La santità di vita del Sarnelli s’impose alla considerazione dei Confratelli. Non fece perciò meraviglia che egli venisse nominato Coadiutore del Vescovo dì Castellammare di Stabia, mons. Francesco Petagna. Alla morte di costui, il 18 dicembre 1878 mons. Sarnelli automaticamente gli successe nell’ufficio. Consacrato vescovo il 2 marzo 1879, il 30 dello stesso mese egli fece solenne ingresso in Diocesi. Il suo apostolato episcopale fu contrassegnato dall’osservanza dei tre voti da lui  emessi: «non perdere mai tempo, operare sempre il più perfetto, praticare la povertà evangelica».

 

Resasi vacante la sede arcivescovile di Napoli, nel 1897 Leone XIII ne nominò Arcivescovo il Sarnelli. L’11 luglio di quell’anno egli fece solenne ingresso nell’Arcidiocesi. ma vi rimase poco tempo.

 

Ammalatosi infatti verso la fine dell’anno, il 2 gennaio 1898 mons. Sarnelli spirò santamente come santamente aveva vissuto.



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