Omelia di sua eccellenza
mons. Felice Cece
Lo scopo di madre Starace nel fondare la congregazione, era trovare persone che come lei desiderassero compatire, soffrire insieme, la compassione di Cristo, guardare, contemplare Gesù crocifisso e desiderare di stare con lui e vivere per lui.
Nella contemplazione di Cristo si concretizzerà l'Amore, quello vero che ha spinto Gesù a dare la vita per noi e per l'umanità intera, senza escludere nessuno. Se la sofferenza e la passione di Gesù rivela l'amore, si può capire come ci si possa appassionare in questa contemplazione. Imitando lui si ha il desiderio di non vivere per sé, ma per gli altri, ecco lo scopo della fondazione religiosa di madre Maddalena, compatire cioè soffrire con, soffrire insieme con Gesù.
Su quale modello? Il modello è Maria, la Madre di Gesù. Nessuno come Maria è entrata nel cuore di Cristo sofferente e nessuno più di lei ha compreso cosa abbia spinto Gesù a dare la vita. Le Compassioniste Serve di Maria sono persone che s'impegnano a compatire, a soffrire insieme con Cristo.
Oggi la parola compatire non è tanto apprezzabile, dire a qualcuno ‘ti compatisco’, sembra offensivo, ma il senso originale ed etimologico è di altissimo valore. ‘Ti compatisco’ nel senso che io' sosto con te, soffro per te e con te'.
Gesù ha dato la vita per noi, ha sofferto tanto per noi, è stato messo in croce, è stato umiliato. Se Lo amiamo veramente non possiamo rimanere indifferenti, viene spontaneo il desiderio di ricambiare l'amore di Gesù e quindi anche accettare le sofferenze. Tutto questo alla scuola di Maria. Maria è la nostra educatrice, è la madre nostra perché Gesù dall'alto della croce ha detto Giovanni che Maria era la sua madre e ciò che ha detto Giovanni lo dice ciascuno di noi.
Dunque contemplando Gesù, con lo sguardo di Maria, impariamo a uscire fuori dal nostro egoismo. Non bisogna temere la sofferenza, l'amore fa sì che l’amaro non sia più rifiutato. Amiamo Gesù e diciamo: ”Gesù voglio compatire, soffrire con te per gli altri, tanto quanto Tu vuoi, tanto quanto è necessario perché io possa svolgere la missione.
Nella vita di madre Starace c'è stato quest'impegno a soffrire, per gli altri, insieme Gesù. Dove ha attinto lei questa forza? Soprattutto nella preghiera e in particolare nell'adorazione eucaristica. Madre Starace ha molto promosso l'adorazione eucaristica perché nell'adorazione di Gesù eucaristia contempliamo come Gesù vive per noi, parla a noi, come ci fa entrare nell’esperienza del suo mistero, che è il mistero dell’amore. Da Dio si è fatto uomo, da uomo è arrivato fino alla croce per salvare tutti.
Non solo nella vita della beata Maria Maddalena Starace, ma anche negli altri santi la dimensione della sofferenza è stata sempre centrale, è la logica dell' imitazione, non possiamo rifiutare di soffrire se guardiamo Gesù. Lui ha dato la vita e il mondo ha bisogno di persone che danno la vita e dare la vita anche attraverso il soffrire. I santi sono quelli che si sono più avvicinati a Gesù, sono quelli che sono più entrati nella dinamica, nella dimensione dell’amore di Gesù.
Dobbiamo cercare di coltivare la vera devozione verso i santi, devozione che non consiste nelle pratiche esterne, ma in una devozione autentica che è l’imitazione. Vedere cosa hanno fatto loro per ricambiare l’amore di Gesù, e soprattutto dialogare con loro.
Madre Starace passa molte ore davanti all’Eucarestia, ai suoi piedi dirige l’istituto, lo offre a Gesù, prega Gesù e presenta a Gesù le esigenze delle persone. Questo vale anche per noi. Dobbiamo imparare a pregare anche per risolvere i problemi nostri non solo nel senso di chiedere che le difficoltà vengano superate ma per far sì che noi viviamo nell’amore di Gesù, offrendo le nostre sofferenze.
Questo è l’esempio di madre Starace, a volte, non pensiamo a quante ore sprechiamo e non troviamo un po’ di tempo per stare a colloquio con il Signore. Non solo dobbiamo parlare a Gesù, ma anche ascoltare quello che Lui dice a noi. Gesù vuole parlare a noi, vuole parlare al nostro cuore, ci vuol far capire che le croci cessano di essere croci quando le accettiamo con amore. In tal modo pur rimanendo un motivo di sofferenza, si illuminano di senso.
Facciamo una pausa di silenzio, ciascuno dica a se stesso - cosa mi suggerisce Maria Maddalena, cosa mi chiede per il bene mio, per il bene degli altri, per il bene delle famiglie, per il bene dei giovani, cosa possiamo dare ai giovani-.
Ascoltiamo quello che ci viene suggerito, a chi il progetto di una consacrazione religiosa o sacerdotale,a chi di vivere bene in maniera santa la vita familiarea chi di offrire il proprio lavoro perché gli altri possano trovare la via giusta, la via della vera gioia, la via della pace del cuore. Amen