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Omelia


Padre generale

 Il brano del Vangelo che  abbiamo appena ascoltato ci racconta le parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa. Queste parabole ci fanno pensare ai discepoli che lasciano tutto per seguire Gesù. Approfondiscono il tema del Regno come mistero e invitano a vendere tutto per acquistare il vero tesoro che non è un bene di questo mondo. Tutti sappiamo che il Regno di Dio è mescolato alla vita del mondo. Tocca all’uomo, alla donna, al cristiano, al consacrato saperlo scoprire proprio nella complessità della vita. E poi non dimentichiamo che vi è un prezzo da pagare per possedere il Regno di Dio: tutto. Non ci sono saldi né sconti: bisogna dare tutto. Solo in questo modo possiamo costruire e far crescere l’amore per Dio e per i fratelli.     

Maria, la discepola fedele e saggia, sa cosa significa trovare la perla preziosa. “Lei, la prima consacrata, ha servito il Signore, lieta nella speranza, forte nella tribolazione, perseverante nella preghiera, sollecita per le necessità dei fratelli. La Vergine Maria, in un momento che non aveva previsto, fu invitata da Dio ad essere Madre di Cristo, a collaborare così al suo disegno di salvezza. Ella poteva dubitare e chiedere: «Com’è possibile?», ma si affidò al Signore per il quale «nulla è impossibile». Rispose quindi: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1, 38).
   
   In un momento che voi, care sorelle ……. non avevate previsto, siete state chiamate da Dio a cercare il tesoro nascosto, a trovare la perla preziosa, a dedicare la vostra vita al servizio suo nella Congregazione delle Serve di Maria Compassioniste, e oggi, in questo momento storico della vostra vita, potete nutrire dubbi e chiedere al Signore : «Com’è possibile?», ma anche voi siete invitate ad affidarvi al Dio onnipotente e rispondere solennemente, con Maria: «Eccomi, sono la Serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».

    Il «Sì» generoso della Vergine Maria era stato preceduto da tanti altri «Sì» nella storia della salvezza. Maria, nel suo cammino di servizio al Signore, poté così ispirarsi alla vita di altri servi e serve del Signore. Il vostro «Sì», sorelle, è stato preceduto da tanti altri «Sì» nella storia della Chiesa e dell’Ordine, nella storia della vostra Congregazione, il «Sì» di quanti vi hanno trasmesso la fede e di quanti, nella Famiglia dei Servi, come Maddalena Starace, hanno servito fedelmente il Signore, la Vergine Maria e il prossimo. Per questo chiediamo ai Sette primi Padri, ai nostri Santi e Beati che ispirino sempre il vostro «Sì» al Signore che chiama e richiama.

  E non abbiate paura di rispondere al Signore con un grande Si. Non dimenticate mai che la vostra professione è una vera testimonianza evangelica, una testimonianza privilegiata di una ricerca costante di Dio, di un amore unico e indiviso per Cristo, di una dedizione assoluta alla crescita del suo Regno. Proprio per questo la professione diventa un impegno per tutta la vita al servizio di Dio e del suo popolo nella perfetta sequela di Cristo e, per noi Servi e Serve di Maria, nella totale dedicazione a nostra Signora.

  Ricordatevi sempre di essere Serve, Serve che vivono quello che oggi promettete: essere testimoni di Cristo e del suo Vangelo; fare della vostra vita un servizio d’amore; seguire Cristo fino alla morte nella castità per il Regno, nella povertà e nella obbedienza; vivere in comunione fraterna, nella preghiera comune, nell’ascolto della Parola di Dio, nella Frazione del Pane di vita e nella condivisione dei beni e delle aspirazioni. Ricordatevi sempre che vale la pena essere del Signore, che vale la pena seguirlo con umiltà e amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutte le nostre forze.

  E poi, guardate sempre Santa Maria. E’ il nostro modello, la nostra guida. Chi meglio di Lei per imparare la gioia di servire, o il coraggio di rischiare, o la fedeltà nel credere. Lei ci dice come conservare nel cuore le cose di Dio, i misteri di Dio. Lei ci mostra Cristo via, verità e vita. Lei è, come dice un bel documento del nostro Ordine, appello alla coerenza, nella fedeltà alla propria vocazione, perseverando in essa anche nell’ora dell’incomprensione e della croce… monito all’autenticità perché la nostra sequela Christi sia genuina, totalizzante, libera da accomodamenti mondani o da irresponsabili banalità e invito al confronto per verificare sulla vita della Vergine, come in uno specchio, la castità per il regno, la testimonianza di povertà, la nostra obbedienza e la comunione fraterna.

Tanti auguri care sorelle. Chiedete, come Salomone, un cuore saggio e intelligente per saper distinguere il vero tesoro dalle false perle che ci offre il mondo di oggi, un cuore saggio per servire con autenticità, visibilità e credibilità il Signore e i fratelli. Maria SS. Addolorata vi accompagni e rafforzi la vostra passione per Cristo e per l’umanità.  Amen. 

 



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